Hoher Kontrast Grafische Version

Pressearchiv

Bolzano - Castel Firmiano e i Rom

NANDO SIGONA (*)
Il sindaco Spagnolli, in una conferenza stampa del 17 maggio scorso, ha dichiarato di voler risolvere la questione dell’insediamento abitativo dei rom a Castel Firmiano. Ciò ha preoccupato una parte della cittadinanza. Come associazione OsservAzione, impegnati nella difesa dei diritti e contro le discriminazioni, vogliamo chiarire alcune aspetti della questione. E’ proprio di giustizia e ingiustizia che ci interessa parlare e per questo chiediamo ai Consiglieri provinciali di Unitalia e Lega Nord di comprendere a fondo la questione dell’insediamento abitativo di Castel Firmiano.
E’ proprio nell’interesse della collettività che chiediamo un intervento pubblico celere sulla questione. Gli abitanti del villaggio sono residenti a Bolzano da più di dieci anni dove lavorano. Molte persone, infatti, hanno contratti di lavoro che risalgono ai primi anni Novanta. Avendo sempre lavorato hanno sempre pagato le tasse a favore della collettività. Non sono nomadi, come usiamo tutti dire con un’espressione non appropriata, perché, come si può evincere dagli anni di residenza, stanziali erano in Macedonia e stanziali sono anche qui in Alto Adige. I bambini sono tutti iscritti nelle scuole della città e moltissimi sono nati qui sentendosi come ogni altro bambino altoatesino che frequenta le scuole italiane, bolzanino e italiano. Con l’unica differenza che spesso si vergognano di mostrare ai compagni il luogo in cui vivono per via di una forte caratterizzazione stigmatizzante.
Tutte le famiglie sono iscritte nelle graduatorie degli alloggi Ipes ma nessuno fino ad ora è riuscito a trasferirsi. Infatti, il calcolo per il punteggio non considera le loro case come alloggi e questo implica il fatto che non possono avvalersi dei punti per il sovraffollamento né dell’emergenza abitativa. A penalizzarli ancor di più è la questione della discarica. Come è ormai noto il sito fu semplicemente impermeabilizzato negli anni Ottanta e non è adeguatamente bonificato come previsto dalla normativa in materia (DM 471/99 Dlgs 22/97). Non è “giusto” vivere dove vi è “ una situazione di rischio per l’ambiente e per le persone nell’immediato ambito di Castel Firmiano e in tutta l’area circostante”(Così come dice chiaramente lo studio tecnico commissionato dal Comune all’ing. Weis e datato gennaio 2006). Parliamo di giustizia non in senso lato ma facendo riferimento alle leggi vigenti in materia. Le problematiche di salute dei neonati non sono che un campanello d’allarme che mette in evidenza un situazione di rischio già evidenziata dalla legge. Quello che si invoca non è assolutamente un trattamento privilegiato anzi il rispetto della legge e delle regole da essa imposte.
Con la bonifica del sito verrebbe tutelato l’interesse di tutta la cittadinanza che non dovrebbe essere più sottoposta al rischio di agenti tossici.
(*) OsservAzione


Quelle: Alto Adige vom 06.06.2006


Diesen Artikel versenden

:
:
: