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Bolzano - I rom saranno trasferiti nelle case - La decisione del Comune dopo la denuncia shock - Troppi bambini malati: si accelera lo sgombero della struttura costruita sui rifiuti
di Antonella Mattioli
Toccherà all’ingegner Martin Weiss verificare la situazione idrologica ed ambientale del «corpo rifiuti» alla vecchia discarica di Castel Firmiano, dove c’è il campo rom. Si tratta di capire se ci sono state delle modifiche tali da causare problemi di salute a chi vive lì. Ma indipendentemente dai risultati la giunta comunale ha già deciso: i 106 rom che abitano sopra una montagna di rifiuti verranno trasferiti. A dare un’accelerata all’operazione la denuncia shock degli operatori che seguono le famiglie che vivono al campo. Lassù ci sono troppi bambini malati.
Nell’arco di due anni su otto gravidanze una si è conclusa anzitempo con un aborto verificatosi nelle ultime settimane; la stessa donna ha dato alla luce un neonato morto dopo una settimana, un altro piccolo è nato con un grosso angioma sopra il sopracciglio; c’è un bimbo di un anno e mezzo in cura perché gli è stato diagnosticato un trombo; uno con gravi problemi polmonari e un altro ancora affetto da handicap seri». Le verifiche effettuate dall’Asl hanno escluso vi sia un nesso causale tra la collocazione del campo rom, nelle vicinanze alla discarica, e i problemi di salute dei piccoli. Ma se dal punto di vista scientifico dunque non è possibile dimostrare che vi sia una relazione tra l’ambiente e la malattia, è il buonsenso a dire che lì quei 106 rom non possono più stare.
La volontà politica dunque di trovare una sistemazione umana alle famiglie c’è: il problema è trovare gli alloggi. Impresa non facile a Bolzano. Ad alcune famiglie, nel corso degli anni, sono stati assegnati alloggi Ipes, si tratta però di eccezioni. I rom di Castel Firmiano sono già nelle graduatorie dell’Istituto ma non riusciranno mai a scalarle. Perché per assurdo, vivendo in un campo, non possono usufruire del punteggio per l’emergenza abitativa e neppure per il sovraffollamento. È chiaro che, stando così le cose, ci vorrebbe una graduatoria specifica o un programma ad hoc. Come si fece a suo tempo quando si trattò di smantellare il villaggio degli immigrati alla collina Pasquali. L’incontro in programma per il 25 maggio tra Comune, Provincia, Ipes, Asl, servirà a mettere a punto una strategia comune.
Gli alloggi oltre che a Bolzano si cercheranno anche nei centri dell’intera provincia dove i rom lavorano ormai da anni. «Una volta individuati gli alloggi - spiega l’assessore Patrizia Trincanato - non ci sarà alcun problema di inserimento nel nuovo tessuto sociale, per il semplice fatto che sono già inseriti: gli adulti, uomini e donne, lavorano, e i bambini frequentano la scuola. L’anomalia è che vivano ancora in quel campo fuori del mondo, nato come provvisorio 14 anni fa. Del resto i rom non sono più nomadi da mille anni. In Macedonia, da dove provengono, vivevano nelle case non nei campi. Si sono trasferiti qui perché lì non avevano lavoro».
E in effetti a Castel Firmiano i rom hanno cercato di crearsi una vita dignitosa: eliminate le vecchie roulotte si sono fatti delle casette in legno confortevoli. Il guaio è che sono sopra una montagna di immondizie.
Quelle: Alto Adige vom 17.05.2006


