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Panorama, 06/07/2010 15:57
Il lavoro fa ammalare: in Italia arriva il test

Oltre il 30 per cento dei lavoratori europei soffre di salute per motivi legati al lavoro: lo sostiene Claudio Lucifora, professore di Economia all'Università Cattolica di Milano e autore di uno studio sulla salute mentale in relazione alle condizioni di lavoro. Dal 1 agosto obbligatorio un test "per valutare i rischi della salute mentale nelle aziende italiane".


Oltre il 30 per cento dei lavoratori europei soffre di salute per motivi legati al lavoro: così afferma Claudio Lucifora, professore di Economia all'Università Cattolica di Milano e autore di uno studio sulla salute mentale in relazione alle condizioni di lavoro, tema al centro di un convegno sul tema “Le implicazioni economiche e sociali della salute e della sicurezza sul lavoro”, svoltosi il 2 e 3 luglio a Milano.

Un tema particolarmente importante, vista l'entrata in vigore, il 1° agosto, dell'obbligo di verifica del rischio di stress da lavoro. Secondo Lucifora, stiamo prendendo coscienza solo ora di questo problema. Secondo l'esperto, lo "stress test" potrà essere utile se si riuscirà ad indicare un modo adatto per effettuarlo.

Per Lucifora, più che un sistema sanzionatorio, sarà necessario agire in positivo, enfatizzando i miglioramenti che si potranno ottenere a lungo termine. Potrebbe rivelarsi utile anche come strumento di contrattazione per i lavoratori, nel senso che a maggiore stress dovrà corrispondere un maggiore salario.

In una prima stesura della ricerca, che copre un arco temporale che va dal 1995 al 2005 e che riguarda 15 Paesi europei, il professor Lucifora notava che, oltre alla qualità dell'impiego, anche le condizioni generali del mercato del lavoro di un determinato Paese incidono sulla salute mentale del lavoratore.

Con il paradossale risultato che i Paesi scandinavi, in cui ogni persona è sottoposta a molta pressione per via delle alte performance richieste, si trovano allo stesso livello della Grecia, dove le condizioni di lavoro sono pessime. I due dati, in qualche misura, si controbilanciano: affinché non ci sia stress per chi lavora deve esserci equilibrio, spiega l'economista.

E l'Italia? Da noi il mercato è scisso in due: da un lato ci sono i lavoratori con un posto fisso e ampie garanzie, dall'altro invece i precari senza nessun contratto, che sgomitano in un mercato regolato in modo rigido che non offre loro né tutele né alcuna autonomia.
Info: www.aias-sicurezza.it



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